Da che cosa può partire l'idea di un viaggio, se non da un evento quasi romanzesco, come l'acquisto di una strana opera d'arte realizzata con molta probabilità da Aladin Fenster?

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Queste foto

Fabio Bassan ha gentilmente acconsentito di simulare per noi il momento dell'apertura dell'opera di Aladin Fenster. Acquistata da una galleria di Berlino lo scorso settembre.

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Il mistero delle opere della valigia

Mito o truffa d'artista?

Pur avendo ispirato tra gli altri Eric Satie e più recentemente Peter Greenaway, Aladin Fenster non ha mai fornito prove certe sull'esistenza delle opere della valigia.

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Paraphernalia

Piccole cose da nulla chiuse in scatole e scomparti

Ricordi di viaggio, ammennicoli e conchiglie polverose fanno pensare a un cassetto della nonna. "Solo dopo ho capito il vero obiettivo dell'opera".

Di Aladin Fenster - dice Fabio Bassan - si sa molto poco, come spesso succede con altre personalità del 900 come Thomas Pynchon, di cui sembra fosse amico. Sono stato colpito soprattutto dalla forza simbolica di una delle "opere della valigia". In quel momento ho capito che forse era tutto vero, che quel mix di paraphernalia era stato messo lì ad arte da qualcuno, e che l'unico oggetto che la valigia doveva contenere era il piccolo Behemot iridato.